Serve il permesso per un cambio di destinazione d’uso?

Serve il permesso per un cambio di destinazione d’uso?

Solo il cambio di destinazione d’uso tra categorie omogenee non necessita del permesso di costruire.

È questa la massima che si può estrapolare dalla Sentenza emessa dal TAR Campania, Salerno, sez. II, del 29 maggio 2018 n. 846. E che conferma quanto dettato dal Legislatore.

Vediamo di capire cosa significa nello specifico.

L’art. 23 ter del D.p.r. n. 380/01 definisce il cambio di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante e stabilisce il titolo edilizio necessario per la sua realizzazione: “costituisce mutamento di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante ogni forma di utilizzo degli immobili diversa da quella originaria, ancorché non accompagnata dall’esecuzione di opere edilizie, che ne comporti l’assegnazione ad una categoria funzionale diversa”.

Da ciò si deduce che, il cambio di destinazione d’uso tra una categoria e l’altra deve ritenersi, in conformità con il prevalente indirizzo giurisprudenziale, che solo tra categorie omogenee non necessita di permesso per costruire mentre, quando è fatto tra categorie diverse, integra una modificazione edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico, quindi assoggettata al regime del permesso di costruire.

La semplificazione delle attività edilizie voluta dal Legislatore a suo tempo, in altre parole, non rende tra loro omogenee tutte le categorie funzionali, le quali, al contrario, rimangono assimilabili, con l’effetto che il passaggio dall’una all’altra costituisce cambio di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante.