Cos’è l’elaborato planimetrico vuoto?

Cos’è l’elaborato planimetrico vuoto?

Un immobile è stato appena costruito e, una delle prime cose da fare, utile soprattutto agli amministratori di condominio, è l’elaborato planimetrico, che viene presentato al Catasto quando, appunto, si “accatasta” un immobile. Ma che cos’è l’elaborato planimetrico vuoto? Scopriamo assieme… ma vediamo di capire, prima, cos’è e a cosa serve un elaborato planimetrico catastale.

Elaborato planimetrico: cos’è?

Un elaborato planimetrico concerne nella rappresentazione grafica della sagoma di un immobile o edificio, le sue porzioni comuni, la netta e precisa divisione delle aree scoperte e la rappresentazione, in ultimo, di ogni singola unità e dei suoi eccessi.

Elaborato planimetrico e planimetria: differenza

Spesso, l’elaborato planimetrico catastale viene erroneamente confuso con la planimetria di un edificio. In realtà, tra i due documenti catastali esistono delle differenze di fondo, la cui principale è che l’elaborato planimetrico, come appena detto, concerne una rappresentazione in via grafica di un immobile nella sua suddivisione in singole unità, mentre la planimetria è anch’essa una rappresentazione grafica, ma di una singola e sola unità immobiliare. Fondamentalmente, facendo un esempio pratico, l’elaborato planimetrico catastale è la rappresentazione totale di un condominio, con la suddivisione in appartamenti, scale e tutto il resto, mentre la planimetria è la rappresentazione di un singolo appartamento, con la sola indicazione di ciò con il quale esso confina.
Comunque sia, una volta appurata e chiarita tale differenza, questa è una procedura obbligatoria che deve essere realizzata assolutamente in determinati casi. Uno di questi è la denuncia di una costruzione nuova, nel caso in cui due o più unità immobiliari hanno porzioni dell’edificio in comune. Un secondo caso concerne la denuncia di unità in corso di costruzione, a prescindere dal numero di unità in esso presenti. L’ultimo caso è la denuncia della modifica o variazione di un edificio il cui elaborato planimetrico catastale è stato già registrato e depositato in un ufficio catastale.
L’unico ed il solo caso in cui l’elaborato planimetrico può essere omesso è quando sono presenti unità, definite corti, che rappresentano una proprietà esclusivamente di ogni singola e definita unità immobiliare.

Cosa contiene un elaborato planimetrico?

L’elaborato di cui trattiamo deve avere delle caratteristiche specifiche al suo interno, le quali devono essere rispettate in toto. Queste sono:
– Il perimetro dell’edificio e di tutto ciò che concerne intorno a lui;
– Tutte le parti scoperte o coperte per ogni singolo piano dell’immobile;
– L’indicazione visibile di tutti i punti di accesso all’immobile e il perimetro ben delineato di ogni sua singola unità;
– L’indicazione del numero di strade o fiumi e laghi che circondano, ove esso è effettivo, l’edificato o il lotto in toto;
– La definizione del subalterno, il suo numero associato ad ognuna delle porzioni coperte o scoperte e i riferimenti di piano.
Come detto, tale documento risulta estremamente utile soprattutto agli amministratori di condominio, per il motivo che tale elaborazione permette di osservare con chiarezza l’edificato totale e tutte le unità immobiliari che vi fanno parte e, in ultimo, per la compilazione dell’anagrafe condominiale che deve essere appunto finalizzata dall’amministratore di condominio e che viene certamente facilitata dalla visione di un elaborato. In tale modo si semplificano tutte le verifiche del caso di cui necessita un amministratore in relazione, appunto, all’immobile che amministra.

Chi può richiederlo e come?

Partendo dalla base, l’elaborato planimetrico catastale può essere richiesto da qualsiasi persona ne abbia interesse. Questo perché tale documento è utile soprattutto per appurare e verificare tutte le parti e i beni in comune. Tornando all’esempio fatto in precedenza, se prendiamo in considerazione un condominio, le parti comuni posso essere cortili, giardini, ingressi, box condominiali e simili. Ad essi vanno anche uniti i cosiddetti beni accessibili, come ad esempio cantine, soffitte, garage e così via. L’interesse di una persona nella richiesta di tale documento deve essere motivata ma non dipende dalla titolarità del richiedente sull’immobile associato all’elaborato richiesto. Esso è comunque visionabile presso l’ufficio del catasto in cui è stato depositato tale elaborato. Solitamente gli uffici catastali sono associati a varie aree, per rendere più semplice la suddivisione. La richiesta, inoltre, è effettuabile via internet, in maniera totalmente autonoma e semplice.

Quando un elaborato planimetrico è detto “vuoto”?

Ora che abbiamo capito cos’è e a cosa serve, vediamo di capire quando è detto “vuoto”. E la risposta è piuttosto banale: è detto vuoto quando, alla richiesta di rilascio segue una risposta nulla. In altre parole, l’immobile cercato non risulta contenuto nella banca dati del Catasto.